Archivi tag: Sicily

L’edificio bipartito della zona C della Montagna di Ramacca

Scarica l’articolo in PDF RIASSUNTO – La presente trattazione nasce dallo studio di un edificio bipartito nel centro indigeno di Contrada La Montagna di Ramacca (CT), oggetto di ricerca sistematica durante le campagne di scavo degli anni Ottanta del XX … Continua a leggere

Pubblicato in Di Stefano Santo Salvatore | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Reperti Speciali dalla Grotta 3 di Contrada Marineo di Licodia Eubea: i palchi di cervo

Scarica l’articolo in PDF RIASSUNTO – La Grotta 3, in contrada Marineo (Licodia Eubea – CT), è stata protagonista di recenti indagini di studio per conto dell’Università degli Studi di Catania e della Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Catania. … Continua a leggere

Pubblicato in Caruso Concetta | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Riflessioni sul legame tra Artemide e l’acqua. Il caso di Siracusa tra fonti letterarie e terrecotte figurate

Scarica l’articolo in PDF RIASSUNTO – Le terrecotte votive ritraenti la dea Artemide, prodotte in Sicilia tra fine V secolo a.C. e per tutto il successivo, costituiscono il segno tangibile della trasmissione della memoria del culto della divinità in un … Continua a leggere

Pubblicato in Cottonaro Mario | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Pratiche funerarie nel centro indigeno sulla Montagna di Ramacca

Scarica l’articolo in PDF RIASSUNTO – Il contributo discute i dati antropologici e archeologici relativi a una tomba a camera con inumazioni plurime (Est 1) e a due tombe a cremazione secondaria (Noiosi 1 e 2), esplorate nel centro indigeno … Continua a leggere

Pubblicato in Albanese Procelli Rosa Maria, Duday Henri, Procelli Enrico, Verde Gisella | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Da Inico a Camico: dinamiche territoriali nella Sicilia centro-meridionale fra Medio e Tardo Bronzo

Scarica l’articolo in PDF RIASSUNTO – Sulla base dei dati delle fonti antiche e delle testimonianze archeologiche, si propone di identificare il sito di Inico, dove approdò Dedalo alla corte del re Kokalos, nel villaggio preistorico di Cannatello vicino Agrigento; … Continua a leggere

Pubblicato in Palermo Dario | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Un grande pithos del Bronzo antico da contrada Donna Bianca di Randazzo

Scarica l’articolo in PDF RIASSUNTO – Si dà notizia di un grande pithos con beccuccio trovato negli anni Settanta sull’Etna, in territorio di Randazzo e ora esposto al museo “Vagliasindi” di Randazzo. Il recipiente, decorato a fasce a rilievo con … Continua a leggere

Pubblicato in Privitera Francesco | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

La necropoli di Manico di Quarara Montelepre (Pa): la tomba XIV

RIASSUNTO – Lo studio dei materiali ceramici provenienti dalla tomba XIV della necropoli indigena di Manico di Quarara di Montelepre (Pa) vuole approfondire le conoscenze sulla ceramica indigena della Sicilia Occidentale attraverso l’analisi tipologica e della sintassi decorativa. Gli studi relativi a questa classe ceramica sono molto pochi. L’importanza del sito risiede nella sua posizione geografica ai margini settentrionali della cosiddetta “area Elima”. Il corredo ceramico della tomba XIV è costituito da una grande quantità di oggetti (molti dei quali ancora integri) sia di produzione indigena che d’importazione dai centri ellenici siciliani.
L’analisi della ceramica indigena ha evidenziato una grande ricchezza morfologica, con elementi di chiara derivazione greca (numerosi i crateri e le hydriai di produzione locale) e una sintassi decorativa geometrica dipinta semplice che si ripete. I materiali ceramici presi in esame, sia di produzione indigena che d’importazione, sono inseriti in un arco cronologico compreso i tra la fine del VII secolo a.C. e la fine del V a.C. momento in cui la Tomba XIV non viene più utilizzata. Questo studio, inoltre vuole mettere in evidenza i contatti e le influenze del mondo greco con il mondo indigeno, prendendo in considerazione le analogie tipologiche e decorative con i materiali rinvenuti nei siti indigeni e nelle colonie greche della Sicilia occidentale.

SUMMARY – The analysis of ceramic materials from the XIV tomb of the indigenous necropolis of Manico di Quarara di Montelepre (Pa) wants to learn more about indigenous ceramics of Western Sicily through typological
analysis and decorative syntax analysis. There are very few studies related to this ceramic class. The importance of the site lies in its geographical position at the northern edge of the so-called “Elima area”. The ceramic kit of the XIV tomb is made up of a large quantity of objects (many of which are still intact) both of indigenous production and of importation from the Hellenic Sicilian centers. The analysis of the indigenous ceramics highlighted a great morphological richness, with elements of clear Greek derivation (numerous craters and hydriai of local production) and a simple painted decorative geometric syntax that repeats itself. The ceramic materials examined, both of indigenous and imported production, are inserted in a chronological period between the end of the seventh century BC. and the end of V a.C. when the Tomb XIV is no longer used. This study also aims to highlight the contacts and influences of the Greek world with the indigenous world, taking into consideration the typological and decorative similarities with the materials found in the indigenous sites of Western Sicily. Continua a leggere

Pubblicato in Rizzo Chiara | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Vecchi e nuovi dati sulle miniere di selce di Monte Tabuto (Ragusa). Riesame della documentazione e ricostruzione dei contesti

RIASSUNTO – Quello dell’archeologia mineraria è un settore da sempre caratterizzato da una forte componente regionale: le aree storicamente di interesse per la nascita dell’archeologia mineraria sono collocate principalmente nel nord Europa (Belgio, Olanda, Francia settentrionale, Gran Bretagna), dove il settore di studio prende avvio già nella metà dell’Ottocento. Per quanto riguarda la situazione italiana, le brevi parentesi più antiche sono solo quelle di Monte Tabuto in Sicilia (1898) e di Tagliacantoni in Puglia (1934). Solo a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso si assiste a una ripresa sempre più consistente dell’argomento con le cave eneolitiche della Valle di Lagorara in Liguria e soprattutto negli anni Novanta con l’avvio di indagini sistematiche nel grande distretto minerario del Gargano. Il presente lavoro vuole inserirsi all’interno di questa spinta scientifica e fornire un piccolo contributo nel campo dell’archeologia mineraria in Italia, proprio a partire da una di quelle rare antiche parentesi che abbiamo menzionato: le miniere di selce di Monte Tabuto (Ragusa). Questo lavoro procede seguendo due fasi principali: il riesame di tutti i dati di archivio e lo studio della grande quantità di materiale ceramico rinvenuto nelle grotte-miniere. La lettura dei diari di scavo e il confronto con i dati pubblicati evidenzieranno discrepanze significative degne di essere approfondite. L’analisi del materiale ceramico e la ricostruzione dei contesti ci aiuteranno a definire meglio l’importantissima questione delle fasi funzionali e cronologiche delle grotte al fine di ottenere una comprensione globale del sito.

SUMMARY – Mining Archaeology is a specific field marked by a hard regional component: the areas historically involved in the origins of mining archaeology are placed in Northern Europe (Belgium, Netherlands, Northern France, Great Britain). In these countries mining archaeology starts in the mid 1800s. Instead in Italy we have just little brackets with two mining sites: Monte Tabuto in Sicily (1898) and Tagliacantoni in Apulia. Just since the late 1980s we can see this mining aspect having more importance in archeological studies thanks to the researches in the Eneolithic quarries of Valle di Lagorara in Liguria and mostly thanks to the start of systematic researches in the mining districts of Gargano in 1990s. This work wants to be a little contribution for the Italian mining archaeology’s studies and it focuses on one of those ancient brackets in Italy: the flint mines of Monte Tabuto (Ragusa). This work goes through two main phases: the analysis of all the available data and the study of the large amounts of ceramic materials found inside the caves. The reading of excavation journals and the comparison with published data will stress significant differences which it is very important to study in deep. The analysis of pottery and the reconstruction of contexts will help to define a very important point: the functional and chronological phases of these caves. Continua a leggere

Pubblicato in Calabrò Barbara | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Montagna di Marzo (Piazza Armerina). La tomba Est 31

RIASSUNTO – Il contributo discute i dati archeologici e epigrafico-linguistici relativi alla tomba a camera ipogeica Est 31, che contiene i sarcofagi di due guerrieri, deposti tra la fine del secondo e gli inizi del terzo quarto del V sec. a.C. Quattordici dei vasi che fanno parte del cospicuo corredo recano delle iscrizioni graffite, con l’impiego del greco in alcune, di una lingua anellenica in altre. Vi si riconoscono due mani, che si caratterizzano per l’uso di varianti grafiche diverse, scelte per i valori socioculturali ad esse inerenti.

SUMMARY – This contribution discusses the archaeological and epigraphical-linguistic evidence from chamber tomb East 31, which contained the sarcophagi of two warriors, dating to the end of the second and the beginning of the third quarter of the 5th century BC. Fourteen of the vases that are part of the conspicuous grave goods from the tomb bear
graffito inscriptions, with the use of Greek in some, of a non-Greek language in others. Two hands are distinguished, which are characterized by the use of different graphic variants, chosen according to their inherent socio-cultural values. Continua a leggere

Pubblicato in Agostiniani Luciano, Albanese Procelli Rosa Maria | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal caos all’ordine: un gruppo di vasi dalla Piana di Gela e le contaminazioni nell’Eneolitico della Sicilia

RIASSUNTO – Nel 1960 il Museo di Gela acquisì un gruppo di reperti da una località detta Ponte Olivo, privi di informazioni sulle modalità di rinvenimento, sebbene verosimilmente appartenenti ad una deposizione cultuale da collegarsi al perduto insediamento preistorico di Settefarine. I reperti consistono in una pisside con coperchio e in una variegata serie di piccole anfore, molte dipinte con schemi geometrico-lineari, i cui modelli si rintracciano nel Mediterraneo orientale. Uno studio condotto tramite la cluster analysis e i confronti con altri esempi siciliani consentono di identificare tre stili diversi (Serraferlicchio, Malpasso-Piano Quartara e Sant’Ippolito) all’origine di queste anfore. Normalmente considerati come appartenenti a diversi periodi eneolitici, la coesistenza di questi stili nelle anfore di Ponte Olivo dimostra che essi furono almeno in parte contemporanei. Ma le anfore di Ponte Olivo non appartengono ad alcuno di questi stili e mostrano semmai un processo di contaminazione stilistica tra due diverse estetiche, una “pittorica” e caotica tipica dello stile di Serraferlicchio, l’altra “plastica” e volumetrica appartenente allo stile di Malpasso-Piano Quartara, entrambe all’origine di manufatti con una decorazione dipinta soggetta alla tettonica del vaso, secondo l’estetica considerata tipica dello stile di Sant’Ippolito. Il caso di Ponte Olivo non è unico in Sicilia, poiché è possibile identificare altre forme di contaminazione tra differenti stili dell’Eneolitico siciliano. Quest’epoca è infatti caratterizzata da molteplici stili, molti dei quali originati da diverse regioni del Mediterraneo. Nonostante numerosi studi, è impossibile stabilire una sequenza di stili ceramici valida per l’intera Sicilia che ponga confini netti tra periodi caratterizzati da ciascuno di essi. Il processo di contaminazione tra stili rivela piuttosto una Sicilia frammentata in comunità autonome ma dinamiche, la cui formazione ruppe l’uniformità della Sicilia neolitica e procedette in direzione di una sintesi, dal “caos” all’“ordine”, che generò, all’inizio del Bronzo antico, l’omogenea facies di Castelluccio diffusa sulla gran parte dell’isola.

SUMMARY – In 1960 the Museum of Gela in Sicily acquired a group of Eneolithic finds from a place called Ponte Olivo, without any information on how they were discovered, but probably belonged to a cultual deposition linked to the lost prehistoric settlement of Settefarine. The finds consist of a pyx with lid and of a small amphorae variegated series, many of them painted with geometrical-linear patterns, which model is tracked in the Aegean. A study undertaken through the cluster analysis method and comparisons with other Sicilian examples allows us to identify three different styles (Serraferlicchio, Malpasso-Piano Quartara and Sant’Ippolito) at the origin of the Ponte Olivo amphorae. Normally regarded as belonging to different Eneolithic moments, the coexistence of these styles in the Ponte Olivo amphorae shows as they were at least partially contemporaries. But the amphorae of Ponte Olivo does not belong to any of these styles: they show a process of stylistic contamination, between two different aesthetics, the “pictorial” and chaotic one belonging to the Serraferlicchio style and the “plastic” and volumetric one, typical of the Malpasso-Piano Quartara style,
as origin of vessels with a painted decoration subject to the shape of the vessel, according to the typical aesthetics of the Sant’Ippolito style. The case of Ponte Olivo is not unique in Sicily, because we are able to identify other forms of contamination between different Eneolithic Sicilian styles. In fact, this period is characterized by multiple styles, many of them originated from different regions of the Mediterranean. Despite many studies, it is impossible to establish a styles sequence valid for all Sicily, placing clear boundaries between periods that were characterized by each of these styles. The process of contamination between styles, which rather reveals the existence of autonomous but dynamic communities, whose formation broke the uniformity of Neolithic Sicily, proceeded in the direction of the synthesis, from “chaos” to “order”, generating, at the beginning of the Bronze Age, the homogeneous facies of Castelluccio extended over most of the island. Continua a leggere

Pubblicato in Nicoletti Fabrizio | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento