Agrigento

Le ricerche condotte ad Agrigento dall’Università di Catania e promosse dal Parco della Valle dei Templi, hanno visto la collaborazione con più Università, italiane e straniere, che hanno portato a un significativo avanzamento sullo stato di conoscenza di questo straordinario sito archeologico.

In particolare, le indagini sono state svolte attraverso la sinergia di più figure professionali – archeologi, architetti e ingegneri – e mediante l’utilizzo sia di metodologie tradizionali, come lo scavo archeologico, lo studio dei materiali e il rilievo delle strutture, sia innovative con l’adozione di tecnologie moderne quali, per esempio, le indagini geoelettriche, l’uso di laser scanner, strumenti GPS e di voli con il drone.

Tale cooperazione ha consentito di procedere speditamente seguendo un approccio di studio ad ampio respiro, non limitato a interpretare il singolo edificio o complesso; obiettivo principale, sin dall’inizio, è stato quello di rileggere l’intero apparato monumentale della città (Fig. 1), soprattutto nella sua parte centrale, la cui funzione pubblica era già nota, grazie alla presenza del bouleuterion  e dell’ekklesiasterion.

Fig. 1. Agrigento. Agorà. Schizzo ricostruttivo(disegno di A. Fino, da Caliò et alii 2017).

Più dettagliatamente, attraverso la risistemazione su una carta organica dei dati noti (Fig. 2) è stato possibile proporre una nuova pianta della città al cui centro si mette in evidenza una grande area libera delimitata dagli edifici che sono sui suoi limiti, oggi solo parzialmente scavati: a Nord la plateia est-ovest e il santuario ellenistico romano, a Ovest il bouleuterion e più verso Sud l’area dell’ekklesiasterion, coperta successivamente dal Sacello di Falaride e dalla chiesa di S. Nicola, probabilmente su una fondazione precedente di età romana; a Sud una seconda plateia, a Est il quartiere ellenistico romano e lo stenopos I.

Fig. 2. Agrigento. Ipotesi di ricostruzione dell’impianto urbano (elaborazione di E. Brienza, da Caliò 2018).

La presenza di edifici a carattere pubblico, per le riunioni dell’ekklesia e della boulè, e di santuari che si affacciano sul grande spazio centrale non può lasciar dubbi sul fatto che ci troviamo di fronte all’agorà della città, che si prospetta come il più grande impianto agorale della Sicilia e uno dei più importanti nel mondo greco.

La nuova lettura dell’impianto urbano ha consentito di individuare il teatro di Agrigento (Fig. 3) nella parte meridionale di questo ampio spazio centrale che digradava già in antico ripidamente verso la plateia che correva immediatamente a Sud. Le indagini immediatamente successive hanno riconosciuto una cavea teatrale (koilon) che si estende per circa 95 metri di diametro e che gestisce il passaggio di livello tra la piazza e la plateia.

Fig. 3. Agrigento. Teatro. Planimetria generale (da Caliò 2019).

Dal punto di vista prettamente archeologico, le indagini, avviate nel 2013, si sono concentrate in due punti: prima nel tempio ellenistico-romano, poi nel teatro. Queste, grazie ai dati stratigrafici, hanno permesso di ricostruire le fasi costruttive della piazza e di parte delle sue strutture, fermo restando che le indagini sono ancora in corso. Tra gli aspetti più significativi che riguardano l’evoluzione di questa area si pone la progressiva definizione e monumentalizzazione dei suoi spazi tramite la costruzione di poderosi muri di terrazzamento che la sostenevano su diversi lati e che dovevano dare un aspetto scenografico suggestivo e imponente a tutta la piazza specialmente nelle fasi di età ellenistica.

Ancorato stratigraficamente a una cronologia più precisa, invece, riferibile tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C., si pone la costruzione del primo edificio teatrale, sostenuto da un analemma poligonale.

L’edificio è stato realizzato in età agatoclea o di poco posteriore e si inserisce nel novero di edifici teatrali che sorsero in Sicilia probabilmente in una fase di forte rinnovo edilizio delle città sotto la spinta evergetica dei basileis (Fig. 4).

Fig. 4. Planimetrie dei teatri siciliani: 1. Siracusa; 2. Eloro; 3. Acre; 4. Taormina; 5. Catania; 6. Tindari; 7. Morgantina; 8. Montagna di Marzo; 9. Eraclea Minoa; 10. Montagna dei Cavalli; 11. Monte Iato; 12. Segesta; 13. Solunto (elaborazione di M. Camera, da Caliò 2019).

Successivamente, una serie di lavori edilizi intervengono sull’immagine generale del quartiere centrale; nel corso del II secolo a.C. si data la realizzazione del tempio ellenistico romano nell’area settentrionale dell’agorà, del tempietto cosidetto Oratorio di Falaride e probabilmente anche dell’edificio templare sotto l’odierna chiesa di S. Nicola (Fig. 5).

Fig. 5. Agrigento. Chiesa di San Nicola. Prospetto ovest, si noti l’integrazione tra l’opera quadrata e l’opera incerta (da Santoro 2019).

In questo medesimo periodo si colloca la seconda fase costruttiva del teatro, ora dalla forma semicircolare, sostenuto da una serie di cameroni di contenimento, realizzati sfruttando l’analemma poligonale della fase precedente (Fig. 6).

Fig. 6. Agrigento. Teatro. Analemma occidentale, prima fase (elaborazione di A. Fino, da Caliò 2019).

Tali opere non portarono semplicemente a ingrandire l’edificio teatrale, ma consentirono di accentuarne la monumentalità: grazie alle indagini geoelettriche è stato possibile verificare che su questo fronte fu modificata la larghezza degli isolati, ora di 45 m anziché di 35 m, in modo tale che il teatro occupasse l’ampiezza di due isolati più la larghezza di 5 m di uno stenopos (in tutto quindi 95 m). Quest’ultimo, in particolare partiva dal tempio della Concordia e collegava, dunque, l’area della cinta sacra – la Valle dei Templi – con quella agorale, avendo come sfondo, perfettamente in asse, il teatro. In altre parole, la monumentalità dell’edificio teatrale fu accentuata con il suo perfetto inserimento all’interno della griglia urbana.

Gli interventi di età romana non si limitano a questa fase ma proseguono anche in età imperiale come è stato documentato nel tempio ellenistico-romano, ora chiuso all’interno di un triportico e dotato di una tribuna anteriore con scale di accesso laterali, la cui nuova planimetria apre nuove possibilità interpretative circa la sua funzione e attribuzione, forse legata al culto imperiale.

La prosecuzione delle indagini consentirà di avere dati più precisi sulla cronologia assoluta delle varie strutture che corredavano la vasta agorà, arrivando sino alle fasi tardoantiche, tuttavia, il lavoro effettuato nel corso di questi anni ha permesso, come visto, di ridisegnare completamente questa parte di città.

Bibliografia:

Brienza et alii 2016 = E. Brienza, L.M. Caliò, G.L. Furcas, F. Giannella, M. Liuzzo, Per una nuova definizione della griglia urbana della antica Akragas. Contributo preliminare ad una nuova immagine della citta, in ArchCl 67, pp. 57-109.

Caliò 2018 = L.M. Caliò, Lo scavo del teatro di Agrigento. Dati preliminari, in CronA 37, 2018, pp. 231-246.

Caliò 2019 = L.M. Caliò, Il teatro di Agrigento e lo sviluppo della città monumentale. Appunti di storia urbana, in V. Caminneci, M.C. Parello, M.S. Rizzo (a cura di), Theaomai. Teatro e società in età ellenistica, Atti delle XI Giornate Gregoriane (Agrigento, 2-3 dicembre 2017), Firenze 2019, pp. 201-228.

Caliò et alii 2017 = L.M. Caliò, G.M. Gerogiannis, F. Giannella, M. Livadiotti, A. Fino, M. Albertocchi, F. Leoni, Il santuario ellenistico romano di Agrigento. Lo scavo, l’inquadramento urbano, l’architettura, in M.P. Parello, M.S. Rizzo (a cura di), Paesaggi urbani tardoantichi. Casi a confronto, Atti delle Giornate Gregoriane VIII edizione (29-30 novembre 2014), Bari 2016, pp. 295-318.

Caliò et alii 2017 = L.M. Caliò, V. Caminneci, M. Livadiotti, M.C. Parello, M.S. Rizzo (a cura di), Agrigento. Nuove ricerche sull’area pubblica centrale, Roma 2017.

Livadiotti, Fino 2018 = M. Livadiotti, A. Fino, Architettura e tecniche costruttive ad Agrigento tra età ellenistica e prima età romana, in V. Caminneci, M.C. Parello, M.S. Rizzo C. Soraci (a cura di), Agrigento ellenistico-romana. Coscienza identitaria e margini di autonomia, Atti della Giornata di Studi (Agrigento, 30 giugno 2016), Bari 2018, pp. 63-82.

Santoro 2019 = V. Santoro, Stabilitas Loci. La chiesa e il convento di San Nicola ad Agrigento, Roma 2019.

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