Laboratorio di Antropologia (BIO/08)

Inaugurato nel 2020 grazie a un progetto Erasmus+ stipulato tra la sezione archeologica del DISUM e il Laboratorio di Osteologia dell’Università lituana di Vilnius (Facoltà di Medicina), il corso permette di acquisire le conoscenze basilari per scavare, recuperare, conservare, documentare e studiare resti scheletrici umani di interesse storico, e riuscire a distinguerli prontamente da quelli faunistici. In particolare, esso si propone di incrementare le competenze di giovani archeologi nei seguenti ambiti.

Tafonomia: riconoscimento dell’azione dei vari tipi di suolo, dell’acqua, delle piante, di funghi, di batteri e di altri animali sui reperti ossei attraverso le diverse alterazioni prodottesi nel corso del tempo.

Archeotanatologia: distinzione delle deposizioni in primarie o secondarie; comprensione degli effetti di una giacitura in uno spazio pieno o vuoto; indicazioni relative al recupero di sepolture individuali e multiple; sepolture anomale.

Antropologia: ricostruzione del profilo biologico dei soggetti, con particolare attenzione rivolta ai metodi di stima del sesso, dell’età alla morte, della statura e delle proporzioni corporee.

Paleopatologia: riconoscimento delle più diffuse condizioni morbose visibili sullo scheletro, delle lesioni traumatiche antemortali, perimortali e postmortali, e approfondimento del concetto di diagnosi differenziale; problematiche teoriche relative alle epidemie nel passato.

Bioarcheologia: studio contestuale dei resti umani attraverso la valutazione della tipologia tombale e del corredo funebre; approccio osteobiografico finalizzato alla comprensione delle condizioni di vita tra le popolazioni antiche.

Mummiologia: indagine sui meccanismi naturali e artificiali che determinano la conservazione delle parti molli del corpo umano, accompagnata da un esame delle diverse manipolazioni corporee in vita, come il tatuaggio e la deformazione cranica.

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