Agrigento 2019

Dal contesto di scavo alla digitalizzazione del reperto ceramico

L’offerta didattica proposta si inquadra nell’ottica di favorire una fruizione attiva e partecipata dello studio della ceramica proveniente da contesto archeologico.

Il laboratorio, che ha avuto luogo ad Agrigento grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e l’Università degli Studi di Catania, si è svolto tra il 24 giugno 2019 e il 14 luglio 2019.

L’attività si è fondata sul lavoro di équipe e sullo studio dei materiali archeologici rinvenuti.

Durante il laboratorio i partecipanti hanno avuto modo di accostarsi ai contesti di rinvenimento grazie alle visite didattiche, guidate dal Prof. Luigi Caliò, Presidente del Corso di Laurea in Archeologia e Professore di Archeologia Classica presso l’Università di Catania e Direttore della Missione Archeologica ad Agrigento.

Durante le tre settimane nelle quali si è svolto il laboratorio, gli allievi hanno seguito inizialmente delle lezioni pratiche su come inventariare, catalogare e schedare il materiale rinvenuto, seguendo le metodologie di documentazione grafica e fotografica utilizzate dai membri della Missione Archeologica ad Agrigento. In un secondo momento, e dopo una full-immersion nella bibliografia necessaria alla schedatura del materiale, i partecipanti hanno avuto modo di entrare direttamente a contatto con i reperti ceramici, disegnandoli secondo le norme di rappresentazione grafica utilizzate in ambito archeologico.

Il disegno, in archeologia, è ancora oggi lo strumento preferenziale per la documentazione di reperti mobili e non, e quindi per il susseguente studio del materiale indagato.

Durante il corso gli allievi hanno avuto modo di approcciarsi ai materiali ceramici, esaminandone la morfologia, la tipologia di cottura e, tramite un’analisi laboratoriale macroscopica, anche alcune caratteristiche degli impasti utilizzati.

L’ultima settimana del laboratorio è servita invece per riordinare la documentazione scritta e grafica, oltre che per apprendere, tramite alcune lezioni, le tecniche di digitalizzazione dei reperti attraverso programmi quali Photoshop e Autocad.

Le lezioni frontali, le esercitazioni e l’attività pratica sono state seguite da alcune visite didattiche ad Himera, Solunto, Eraclea Minoa ed Erice (effettuate durante i fine-settimana), che sono state utili spunti di riflessione per lo studio archeologico non solo dei reperti, ma anche dei contesti di scavo.

L’archeologia è una disciplina vasta e piena di potenziale. Una culla di civiltà come il Mediterraneo, e, nel caso che in prima persona ci riguarda, la Sicilia, meritano di essere tutelate e valorizzate al meglio, non solo da studiosi e cultori delle materie storico-archeologiche o umanistiche, ma da tutti. L’intera popolazione dovrebbe provare un senso di appartenenza tale al proprio passato e alla storia della propria terra da volerla difendere e fare conoscere.

L’archeologia, col suo grande potere evocativo (pensiamo ai nostri monumenti, a come sono stati eretti; ma pensiamo anche ai grandi uomini del passato, alla loro volontà di tramandare le grandi gesta e anche le più piccole informazioni…) coniuga gli studiosi e i tecnici del settore con una vasta rete di genti che tendono a sviluppare una passione civile verso il patrimonio culturale e promuove il senso di appartenenza.

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