Dal caos all’ordine: un gruppo di vasi dalla Piana di Gela e le contaminazioni nell’Eneolitico della Sicilia

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RIASSUNTO – Nel 1960 il Museo di Gela acquisì un gruppo di reperti da una località detta Ponte Olivo, privi di informazioni sulle modalità di rinvenimento, sebbene verosimilmente appartenenti ad una deposizione cultuale da collegarsi al perduto insediamento preistorico di Settefarine. I reperti consistono in una pisside con coperchio e in una variegata serie di piccole anfore, molte dipinte con schemi geometrico-lineari, i cui modelli si rintracciano nel Mediterraneo orientale. Uno studio condotto tramite la cluster analysis e i confronti con altri esempi siciliani consentono di identificare tre stili diversi (Serraferlicchio, Malpasso-Piano Quartara e Sant’Ippolito) all’origine di queste anfore. Normalmente considerati come appartenenti a diversi periodi eneolitici, la coesistenza di questi stili nelle anfore di Ponte Olivo dimostra che essi furono almeno in parte contemporanei. Ma le anfore di Ponte Olivo non appartengono ad alcuno di questi stili e mostrano semmai un processo di contaminazione stilistica tra due diverse estetiche, una “pittorica” e caotica tipica dello stile di Serraferlicchio, l’altra “plastica” e volumetrica appartenente allo stile di Malpasso-Piano Quartara, entrambe all’origine di manufatti con una decorazione dipinta soggetta alla tettonica del vaso, secondo l’estetica considerata tipica dello stile di Sant’Ippolito. Il caso di Ponte Olivo non è unico in Sicilia, poiché è possibile identificare altre forme di contaminazione tra differenti stili dell’Eneolitico siciliano. Quest’epoca è infatti caratterizzata da molteplici stili, molti dei quali originati da diverse regioni del Mediterraneo. Nonostante numerosi studi, è impossibile stabilire una sequenza di stili ceramici valida per l’intera Sicilia che ponga confini netti tra periodi caratterizzati da ciascuno di essi. Il processo di contaminazione tra stili rivela piuttosto una Sicilia frammentata in comunità autonome ma dinamiche, la cui formazione ruppe l’uniformità della Sicilia neolitica e procedette in direzione di una sintesi, dal “caos” all’“ordine”, che generò, all’inizio del Bronzo antico, l’omogenea facies di Castelluccio diffusa sulla gran parte dell’isola.

SUMMARY – In 1960 the Museum of Gela in Sicily acquired a group of Eneolithic finds from a place called Ponte Olivo, without any information on how they were discovered, but probably belonged to a cultual deposition linked to the lost prehistoric settlement of Settefarine. The finds consist of a pyx with lid and of a small amphorae variegated series, many of them painted with geometrical-linear patterns, which model is tracked in the Aegean. A study undertaken through the cluster analysis method and comparisons with other Sicilian examples allows us to identify three different styles (Serraferlicchio, Malpasso-Piano Quartara and Sant’Ippolito) at the origin of the Ponte Olivo amphorae. Normally regarded as belonging to different Eneolithic moments, the coexistence of these styles in the Ponte Olivo amphorae shows as they were at least partially contemporaries. But the amphorae of Ponte Olivo does not belong to any of these styles: they show a process of stylistic contamination, between two different aesthetics, the “pictorial” and chaotic one belonging to the Serraferlicchio style and the “plastic” and volumetric one, typical of the Malpasso-Piano Quartara style,
as origin of vessels with a painted decoration subject to the shape of the vessel, according to the typical aesthetics of the Sant’Ippolito style. The case of Ponte Olivo is not unique in Sicily, because we are able to identify other forms of contamination between different Eneolithic Sicilian styles. In fact, this period is characterized by multiple styles, many of them originated from different regions of the Mediterranean. Despite many studies, it is impossible to establish a styles sequence valid for all Sicily, placing clear boundaries between periods that were characterized by each of these styles. The process of contamination between styles, which rather reveals the existence of autonomous but dynamic communities, whose formation broke the uniformity of Neolithic Sicily, proceeded in the direction of the synthesis, from “chaos” to “order”, generating, at the beginning of the Bronze Age, the homogeneous facies of Castelluccio extended over most
of the island.

Parole chiave: Sicilia, Eneolitico, anfore eneolitiche, Serraferlicchio, Malpasso-Piano Quartara, Sant’Ippolito, contaminazioni.

Keywords: Sicily, Eneolithic, Eneolithic amphorae, Serraferlicchio, Malpasso-Piano Quartara, Sant’Ippolito, contaminatios.

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